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Articoli / Critica dell'arte

 

25. Sabina Pelc

Il mio primo pensiero è l'osservare quanto sia lontana dalla perfezione estetica classica l'opera della Pelc, mentre la mente corre al torso del Belvedere e alle parole di Edmund Casimir Szoka, cardinale e arcivescovo cattolico statunitense:

"Poche sono le opere uscite da mano di uomo
che abbiano rivestito nella cultura occidentale
un significato così profondo e duraturo quanto
il Torso del Belvedere".

Nonostante l'incompletezza, essa appare infatti in sé conclusa e compiuta, e si lascia ammirare per quel capolavoro che è, nella sua profondità impenetrabile, testimonianza eterna di un sogno di bellezza dell'uomo.
Nel torso della Pelc le ferite del tempo aprono squarci nella materia, lacerazioni che, invece di rimarginarsi, sembrano divenire ancor più profonde col trascorrere dei giorni e degli anni. Sono gli squarci del dolore, che la nostra artista fa materia concettuale, rendendo l'offesa concreta e tangibile. Viene conservato il bel tracciato anatomico, consolidato durante gli studi accademici, che si rivela, ad un'analisi approfondita, complesso ed articolato. L'osservatore è inevitabilmente attonito e potrà utilizzare questo stadio di sospensione per instaurare un legame con l'artista, una connessione mentale che lo porterà forse a capire una figurazione dove il soggetto si dà con apparente evidenza ma, allo stesso tempo, si sottrae.

 

Testo per il catalogo Isolina e le altre..., edizione di Roma, Galleria Montoro, 2009

 

  • sabina pelc - scultura

26. Barbara Piccinini

Barbara Maria Piccinini, in arte BAXART, nasce a Torino 35 anni fa… probabilmente con una matita in mano. Disegna, dipinge e fotografa da sempre. Da qualche tempo, e con altrettanta passione, utilizza le nuove tecnologie al fine di plasmare le forme ed i colori, di rivoluzionare il tratto manuale per creare qualcosa di diverso, di nuovo, ma allo stesso tempo, ancestrale. Laureata in architettura con una tesi in percezione e comunicazione visiva, ricerca nelle sue immagini la vera bellezza di ciò che non invecchia nonostante lo scorrere del tempo. Ora lavora come pittrice e grafica ed allestisce sue mostre in tutta Italia.

Pittrice, fotografa, grafica di grande respiro analitico, la Piccinini racconta la quotidianità dell’umanità che vive e scompare su un pianeta che le appare come il regno della felicità dei sensi. Lo spirito, l’amore, l’intimo sono le basi di questa fortunata esperienza di sintesi di segno, anche se questa artista non trascura di occuparsi di temi toccanti della cronaca, come la violenza sulle donne. Le sue opere si possono considerare un filtro di riflessione sulla realtà vissuta, sociale ed autobiografica e rivelano una grande precisione figurale, soprattutto nella resa anatomica, che la Piccinini gestisce con un’ immediatezza impetuosa, che emerge dal modo con cui affronta i soggetti raffigurati: un impeto che prima è sensazione, e solo dopo si fa emozione. Il suo lavoro, pur affrontando diverse tematiche, ha privilegiato un approfondimento sulla materia coloristica, più sensibile e luminosa, più sintetica ed essenziale nelle masse, tesa ad eliminare l’aneddoto ed il particolare. Le sue immagini sono immediatamente recepibili e talmente suggestive da stimolare la fantasia, ma soprattutto, la Piccinini raccoglie i fili di un itinerario sempre sperimentale nelle tecniche, che non si contenta di esaurirsi in se stesso, ma che ha modo di arricchirsi in continuazione di nuovi strumenti espressivi  e linguistici. Così facendo si può permettere il racconto minuto e personale della descrizione di un mondo sognato che corre parallelo a quello reale e da questo attinge il colore di un fiore, di un cielo, di una pietra, di un sole al tramonto, del vento in tempesta. Nella realtà non ci sarà mai viso così luminoso, fiore così felice, acqua così trasparente. Nei dipinti l’artista tende ad oggettivare per immagini una serie di concetti che vengono percepiti come surreali, ma in questo modo la sua pittura diviene libertà, fuga proiettata oltre gli spazi consueti fino a farsi palpitante ed emotiva trasfigurazione del reale.

 

Presentazione per la mostra personale all’Hotel San Rocco di Orta, organizzata da Studio 7 di Rieti, 2006

 

  • piccinini 3