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Gli oggetti netti sull'ombra

 

Mi è stata commissionata una targa commemorativa, da affiggere alle mura di un caffè gestito per molti anni da un noto collezionista d'arte novarese. Lì si ritrovava l'intelligenzia artistica e culturale della città che, ricordiamo, è la seconda del Piemonte. Artisti, poeti, giornalisti, critici o semplici appassionati trascorrevano le serate parlando della loro arte, conoscendosi, confrontandosi, in un clima che, dopo la chiusura del locale, non ha purtroppo più avuto seguito in alcun luogo della città.
Ecco le foto del mio progetto:

 

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La ricerca

L'ombra ha sempre incuriosito letterati ed artisti, si può dire, davvero, dalla nascita della pittura. Cronologicamente, ho iniziato le mie riflessioni rileggendo Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XXXV, 15):

"Tutti però concordano nel dire che la pittura nacque dall'uso di contornare l'ombra umana con una linea. Per tanto la prima pittura fu così; la seconda fu a colori unici, detta poi monochromatos quando era in uso quella più complicata, a vari colori".

Ecco come illustra La nascita della pittura il Vasari in un affresco della sua dimora:

 

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E' poi interessante notare ciò che accade con Masaccio nell'affresco San Pietro risana gli infermi eseguito tra il 1426 ed il 1427, che illustra il passo degli Atti degli Apostoli (5, 12-16):

"Molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli (...). Intanto andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore, fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci e giacigli, perché, quando Pietro passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro (...) e tutti venivano guariti".

 

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Il simbolismo dell'ombra insito in queste righe è molto forte, e rimanda alla concezione arcaica e quasi magica dell'ombra intesa come esteriorizzazione dell'anima. Gli apostoli, ci dice il Commentario di Nicola di Lyra, avevano il potere di guarire gli infermi toccandoli con la mano (per tactum manum), ma solo Pietro aveva il potere eccezionale di guarirli con la propria ombra (per umbram).