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Novara dalle mille sorprese: indice espanso

 

1. Giovanni Agostino Caccia, un opinionista ante litteram.

Ne aveva proprio per tutti, il nostro poeta: con le donne che si imbellettavano, con gli Spagnoli che facevano pagare troppe tasse, con gli adulatori e i parassiti che affollano le corti… ma tramite i suoi versi satirici riesce a fornirci un interessante e divertente spaccato della società novarese del ‘500.

 

2. Le teste rimpicciolite del Museo Faraggiana.

Fino a prima dell’ultima ristrutturazione del Museo Faraggiana erano visibili, esposte in teche di vetro, alcune teste umane rimpicciolite, portate dai Faraggiana dai paesi lontani dove si recavano per le loro esplorazioni.

 

3. Correva l'anno 1863 - avvisi agli emigranti.

Il tema dell’emigrazione è oggi, purtroppo, attualissimo. Ecco, tra i tanti, due richiami, tratti da giornali dell’epoca, presenti nell’emeroteca novarese, che ci ricordano come, un secolo e mezzo or sono, anche noi italiani, affascinati “dalle lusinghiere promesse di speculatori ingordi” e attirati da “lauti guadagni e facilitazioni nei viaggi”, avrebbero trovato invece “le più tristi realtà, miseria e fame”.

 

4. Novara sotterranea.

Anche a Novara possiamo tracciare un itinerario volto alla conoscenza di varie realtà sotterranee, alcune rese visitabili periodicamente in occasione di giornate dedicate. I sotterranei più noti sono sicuramente quelli del Castello, vi sono poi le cisterne costruite nel 1945 dall’UNPA, Unione Nazionale Protezione Antiaerea, i rifugi e i sotterranei della basilica di San Gaudenzio.

 

5. Il parco nascosto in città.

Esiste, non lontano dal centro, un grande parco ben piantumato, che, ne siamo certi, molti novaresi non conoscono. Rechiamoci allora al quartiere Sant’Agabio, dove, a circa metà della via Marco Polo, è stato ricavato un ampio giardino, intitolato al pediatra Cesare Giubertoni.

 

6. Era novarese il confessore di Cristoforo Colombo.

Gaspar Gorricio nacque a Novara, intorno al 1460, discendente di proprietari terrieri e notabili cittadini. Si trasferì in Spagna con i fratelli Melchiorre e Francesco, mercanti di libri ed editori, e fu monaco certosino. Sappiamo che, a partire dal 1498, occupò un posto di assoluto rilievo alla corte di Cristoforo Colombo: Gaspar fu di volta in volta amico, consigliere, negoziatore ed intermediario non solo del navigatore, ma anche della sua famiglia

 

7. I funerali di Giovanni dell'Oro.

“Un bizzarro testamento”, titolava il Corriere di Novara del 22 febbraio 1900, descrivendo quelli che per la nostra città furono veramente esequie da passare alla storia. Il defunto era Giovanni dell’Oro, benestante proprietario dell’Albergo Sempione, che diede precise disposizioni per quello che avrebbe riguardato il suo funerale… da festeggiare in allegria.

 

8. Quando le biciclette avevano il bollo.

Un capitolo dedicato all’unica catena che ci rende liberi: quella della bicicletta. Storia, curiosità, campioni eroici, per concludere con la comparsa della prima automobile novarese.

 

9. Novara spagnola.

Si tratta di un itinerario tra gli edifici costruiti dopo la pace di Cateau Cambresis (2-3 aprile 1559), quando parte del nostro Paese, Novara compresa, cade sotto il dominio spagnolo.

 

10. Albi Porazzi: autografi misteriosi emergono dal passato.

Uscite dalla stazione ferroviaria, guardate e destra e a sinistra, noterete due palazzi porticati, praticamente uguali. Quello di destra era Casa Porazzi, nota in Italia ed all’estero per ospitare, dal 1880 al 1908, quella che ai giorni nostri si potrebbe definire un’enoteca con degustazione. Erano decine di migliaia le bottiglie esposte in modo artistico e scenografico. E’ una vera emozione sfogliare gli undici volumi dei registri dove gli ospiti che visitavano la cantina ponevano la propria firma e le proprie impressioni, ministri, consoli, ma anche semplici sarti, falegnami, “caffettieri”, agenti di commercio, rappresentanti di vini, maestri di scherma, clown, modiste, sarte, da tutto il mondo, dall’Europa, ma anche dagli Stati Uniti, dalla Cina, dal Giappone… tutti fanno a gara per lodare l’operosità, la simpatia del cavaliere, la squisitezza dei suoi modi, la bontà e la varietà delle sue bottiglie. Noi abbiamo trovato, tra gli altri, sonetti di D’Annunzio, Leoncavallo, Toscanini…

 

11. Monache o canonichesse?

Com’è noto, Novara era una città di conventi e di caserme, ma non tutti sanno che esistevano conventi di… serie A e di serie B, a seconda se le monache o i monaci potevano disporre o meno di una somma di denaro personale. Decisamente ambito era il monastero di Sant’Agata, situato in via dei Cattaneo 16, detto “delle Canonichesse”.

 

12. Sant'Eufemia, la Chiesa della Controriforma e delle Corporazioni.

È una bella chiesa barocca con elementi rococò, piuttosto rari, questi ultimi, nelle nostre zone. La vera sorpresa è all’interno, dove si trovano interessanti cappelle, utilizzate dalle corporazioni novaresi: la prima è dell’Università dei Fornai, poi quella dedicata a S. Omobono, patrono dei sarti, la grande tela raffigurante di Sant’Uguzzo, patrono dei casari…

 

13. Case di tolleranza in città.

A Novara prima della chiusura dettata dalla legge Merlin del 1958 ne esistevano certamente almeno due delle quali possiamo ricostruire la storia, la casa di via Goito, nei pressi delle caserme, frequentata soprattutto da militari quindi, di seconda o addirittura di terza categoria, e “Villa delle Rose", in via Gnifetti 5, di prima categoria, gestita dalla signora Mara, accogliente, pulita e discreta, con signorine giovani, attraenti ed anche dotate di una certa cultura.