mailfrontini     fbfrontini

 

 

Novara magica: indice espanso

1. La strana fine del povar Prina

A Novara e Milano non è rara un’affermazione come “l'ha fa la fin dal Prina”, cioè “ha fatto una ben misera fine”. Ciò deriva dalla tragica vicenda dell'uccisione del conte Giuseppe Prina, odiato ministro delle finanze al tempo di Napoleone.

 

2. Aperitivi storici all’Angolo delle ore

Un orologio, all’angolo delle Ore, più o meno c’è sempre stato. Nel 1860 era di fronte, apposto sul muro del “Caffè dell’Amicizia”, che per un breve periodo fu gestito dal novarese Gaspare Campari. Proprio qui sperimentò il famoso “aperitivo amaro”, ma presto si trasferì a Milano, dove aprì il locale in Galleria Vittorio Emanuele.

 

3. La casa con la testa del cavallo

Ad essere cattivi pagatori si rischia di perdere anche la casa… ma la testa di un cavallo di terracotta fa da monito per ricordare di onorare i debiti…

 

4. Antisemitismo anche negli asili

All’interno dell’Asilo San Lorenzo, sulla cupola della sala di ricreazione, si trovano pitture murali eseguite nel 1934 da Edmondo Poletti, artista novarese, che ben si inserisce nella politica educativa del regime: un bimbo disegna alla lavagna un fascio littorio, altri sono impegnati ad abbattere birilli dalle teste con inequivocabili fattezze semite.

 

5. Al numar dal diavul

Erano gli anni ’60, e molti enti abbisognavano di centralini telefonici per rispondere al meglio alle esigenze del pubblico…

 

6. Chi debuttò all’Excelsior

Dove ora c’è la Questura, c’era anche un cinema, l’Excelsior, dove nel 1943 debuttò nientemeno che Giorgio Strehler, anche se con giudizi poco incoraggianti, un critico infatti scrisse che“avrebbe fatto meglio a dedicarsi ad altro per mettere a frutto il suo talento”.

  

7. La storia strana e commovente di un albero in città

Nei pressi nel mercato coperto c’è un meraviglioso ciliegio giapponese dalla storia davvero commovente… attenzione però, la fioritura che da sempre annuncia l’arrivo delle primavera nella nostra città è straordinaria… ma dura una sola settimana! 

 

8. L’uomo propone, ma… 

Come mai sulla facciata della chiesa di sant’Andrea ci sono due cartigli recanti il famoso detto latino “Homo proponit, Deus disponit”: l’uomo propone, Dio dispone? Per saperlo, dobbiamo tornare nel lontano 1553…

 

9. La Cappella nascosta… che nasconde un segreto 

Il lavoro nella Cappella della Casa di Riposo di Pernate rappresenta una sorta di testamento spirituale di Parzini: realizzata nel 1996, due anni prima della morte, vi sono rappresentate le scene della Via Crucis, con immagini di figure quasi colte nell’attimo di attraversare uno squarcio temporale. L’occhio non riesce a cogliere le commistioni profonde delle pennellate, ma se ci si posiziona nel centro della cappella accade il miracolo: ecco che si ha la sensazione di trovarsi in mezzo ad una ripresa cinematografica, in cui tutte le scene della Passione ad un tratto divengono chiarissime. 

 

10. La strana leggenda della Chiesa di Isarno

La chiesa ha una struttura esterna curiosa: la parte posteriore pare introdurre una chiesa di dimensioni decisamente più importanti. Pare che c’entri, racconta il Ravizza nei suoi Commentarii, una donazione poi, a ragione, ritirata da una certa contessa…

 

11. Vi dico dove potete guardare negli occhi un angelo

Il cimitero di Novara è un vero e proprio museo all’aperto, ma la scultura più bella è quella, a mio avviso, di Gaudenzio Rossi, l’angelo del sepolcro Camporelli-Rizzotti-Vicari, realizzato nel 1904. Potente, austero, addolorato, tutto raccolto nelle sue ali, l’angelo di Rossi osserva da più di un secolo i visitatori passare tra le tombe, in silenzio.

 

12. L’Osservatorio sulle Alpi

Quanti di voi si sono chiesti che cos’è, che cosa poteva essere, quella strana protuberanza situata sul Baluardo che da p.zza Cavour raggiungeva la Barriera Albertina? Era un osservatorio delle Alpi, con pietre che ben aiutavano ad identificare i monti. Nel ’52, quando le case si alzarono, e gli alberi anche, fu smantellato e lì posta una croce, a memoria delle missioni cittadine.

 

13. Quei misteriosi segni tra c.so Italia e via San Gaudenzio

Ci sarete passati accanto mille volte, ma non li avete notati. Ma di che cosa si tratta? Sono il segno del livello della neve raggiunta in quel punto del centro città, che i novaresi, nel tempo, hanno voluto conservare per farne memoria per le generazioni future.

 

14. Quei misteriosi segni tra c.so Italia e via San Gaudenzio

Ci sarete passati accanto mille volte, ma non li avete notati. Ma di che cosa si tratta? Sono il segno del livello della neve raggiunta in quel punto del centro città, che i novaresi, nel tempo, hanno voluto conservare per farne memoria per le generazioni future. 

 

15. Parlando di monumenti

Sulle sculture celebrative novaresi, che sono davvero moltissime e riguardano diversi periodi storici, tanto è stato già scritto. Vorrei ora raccontare soltanto di tre di questi monumenti, che nascondono alcune particolari curiosità…

 

16. La Dama Bianca

La storia romanticissima di Giulia Occhini, amante di Fausto Coppi, ha il suo drammatico epilogo, purtroppo, proprio a Novara.

 

17. Appunti di nera

L’uccisione della “mondana”, quella del marchesino, l’esecuzione spietata di Gabriele Saini… Novara non è mai stata una città “tranquilla” rispetto ai delitti lasciati insoluti. Sono davvero tanti, infatti, gli omicidi che non hanno trovato un colpevole.

 

18. La chiesa siriana a 10 km. da Novara

A Novarello, piccola località nei pressi di Novara, è stata ricostruita fedelmente la chiesa di Mar Elian, distrutta nel 2015. Un’occasione per fare un “salto in Siria”… direttamente dal capoluogo!

 

19. Quel misterioso ebreo che morì a Novara

La tomba più curiosa è quella di Hamerszlah Moisesz Aron, nato a Varsavia il 14/11/1897 e deceduto a Novara il 2/10/1973: stroncato da infarto in c.so Italia, addosso non aveva documenti, ma soltanto uno strano biglietto…

 

20. Gonnellini e banane

Grande attesa al teatro Coccia per lo spettacolo di mercoledì 20 aprile 1932: protagonista, infatti, reduce dai successi ottenuti a Milano, la ballerina ventiseienne Joséphine Baker, che si diceva si esibisse nuda, coperta solo con un gonnellino di banane.

 

21. Atti osceni in centro città

Nel misterioso fregio cosiddetto “dei Cavalieri”, situato sotto la gronda del Palazzo dell’Arengo al Broletto, vi è, tra figure di combattenti, animali, mostri, etc., una chiara scena molto osè…

 

22. Immagini inquietanti

Un teatro che scompare, un colle che appare, palazzine sconosciute, progetti megalomani che prevedevano l’abbattimento di mezzo centro città... un capitolo tutto da guardare!

 

23. Ti dirò tutto, quello che ti posso dire: la massoneria a Novara

Anche la nostra città ha ospitato, e forse ospita ancora, più logge massoniche, col loro tempio. Ecco una panoramica sulla storia della massoneria novarese e sul suo più importante associato…

 

24. Spiriti a Sant’Agabio

Nel 1908 spiriti e fantasmi si davano parecchio da fare per spaventare i poveri novaresi, recita infatti il Corriere di Novara del 17 dicembre 1908: “in sobborgo sant’Agabio, in una cucina, pane, salame, cipolle, patate, carbone e pezzi di legna si mettono a ballare…”. Di seguito il pezzo scritto dallo scettico cronista.

 

25. Il miracolo di Pernate

Nel 1537 la Vergine apparve ad un ragazzo sordomuto, in preghiera davanti ad una sua immagine posta in una cappelletta, e lo guarì. Rivendicarono il possesso dell’icona sacra sia gli abitanti di Pernate che quelli di Sant’Agabio, ma la controversia fu risolta da due buoi…

 

26. La vera storia di Celestina Ragazzi

La storia di Celestina Ragazzi comincia con una bufala, tra l’altro diffusa su guide cartacee e siti web che riguardano la nostra città. Ma qual è, allora, la vera storia della povera Celestina? Per ricostruirla, Ricoreremo esclusivamente a fonti storiche, cioè alla Gazzetta di Novara di mercoledì-giovedì 19-20 novembre 1902, e al Corriere di Novara degli stessi giorni.

 

27. Quel tetto colorato del collegio Gallarini

Fu voluto espressamente dal benefattore grazie al lascito del quale potè esistere la struttura, semplicemente perché tanto colore avrebbe messo allegria ai giovani ospitati. Tutta la struttura venne arricchita negli anni, grazie a un tal… “architetto in gonnella”.

 

28. I miracoli della Madonna del bosco

Metti un giovane scultore un po’ imprudente, ma di grande fede, metti una Maria misericordiosa che lo aiuta, e che poi continua a compiere miracoli, aggiungi diversi benefattori che piano piano fanno sorgere la chiesa, ecco la storia, in sintesi, dell’amatissima Madonna del Bosco.

 

29. Non solo Broletto e Faraggiana – i musei nascosti in città

Oltre ai musei più noti e visitati, la nostra città possiede altri musei, piccoli, ma non per questo meno interessanti: per esempio il museo dell’Università dei Calzolai, che ospita attrezzi da lavoro e copie di documenti che testimoniano la storia della corporazione, la Collezione Rognoni, famosa soprattutto per mobili, ceramiche, abiti e giocattoli dei primi ‘900, o il Museo del Risorgimento con oggetti e cimeli legati alla memoria novarese di quegli anni.

 

30. Nei sotterranei del castello tra tesori e fantasmi

Si può esser certi che ovunque ci sia un castello sorgano leggende relative a fantasmi, tesori, piuttosto che principi, o meglio, principesse nascoste o tenute prigioniere. Anche nella nostra città molte sono le leggende fiorite attorno a questo luogo: la più nota è la diceria che Ludovico il Moro qui seppellì un cavallo d’oro insieme al suo tesoro…

 

31. La pietra del banditore… o del paga debito

All’interno del Broletto, ora appoggiata nei pressi dell’ingresso alla Galleria Giannoni, vi è uno strano… capitello al contrario, che, ovviamente, per essere incluso in questo libro, deve avere una storia ben strana…

 

32. La scomparsa del centro di Novara

La pietra che segna il centro della città medioevale fu rubata nella notte di Capodanno tra il 1992 ed il 1993, dando vita ad una kermesse giornalistica che coinvolse anche la stampa nazionale. Il motivo vero del furto potete leggerlo nella breve, inedita intervista a noi rilasciata dall’autore dello stesso, N.B.

 

33. La colonnina segnatempo

Un’altra curiosità è costituita dalla colonnina a destra dell’ingresso di vicolo della Canonica: per i “vecchi” novaresi quella è la “colonnina segnatempo”: a seconda se sia umida o secca prevede il brutto o il bel tempo, ed altre ce ne sono nelle vicinanze…

 

34. Parlando di peste

Sono diverse le testimonianze rimaste che ricordano i tristi momenti che la nostra città ha attraversato durante le pestilenze, dalle epidemie del ‘500, a quella del 1630, resa celebre dal Manzoni. L’ultimo flagello che colpì la nostra città fu la “grande influenza”, la “spagnola”, che arrivò ad infettare circa 500 milioni di persone in tutto il mondo.


35. La chiesa nascosta dal passaggio segreto

Profondamente ristrutturata nell’800, ma risalente al ‘550, la chiesa è decisamente importante, perché vide l’ordinazione, dalla sua fondazione al suo abbandono, di tutti i sacerdoti della diocesi. La curiosià è che l’edificio, nascosto in un cortile, è raggiungibile anche passando da una via abbastanza inconsueta…

 

36. Quelle magie spezzate

… i documenti che però davvero commuovono sono i tenerissimi “segni d’incontro”, cioè quei piccoli oggetti che le madri, costrette ad abbandonare il loro bambino, mettevano tra le fasce prima di lasciarli nella ruote degli ospedali o dei conventi, nella speranza di poterli riabbracciare un giorno…

 

37. Le palle rimaste

Labattaglia di Novara(23 marzo1849) fu lo scontro decisivo dellaPrima guerra d'Indipendenza italianadurante ilRisorgimento. Ne rimangono tracce in città, sia in centro, che in periferia.

 

38. Una piramide in periferia

E’ dedicato a tutti i soldati, italiani ed austriaci, morti sul campo della Battaglia della Bicocca il 23 marzo 1849. Per edificarlo nel 1878 fu avviata una sottoscrizione pubblica. Il monumento è stato eretto in forma piramidale, ispirandosi alle piramidi egiziane, dall’architetto milanese Luigi Broggi.

 

39. Quel murales dimenticato

“Novara è come un libro aperto, basta saperlo leggere: una di queste pagine, purtroppo, rimane, da molti anni, nascosta ed… illeggibile: si tratta di un grande bassorilievo policromo realizzato da Salvatore Fiume durante il periodo trascorso nella nostra città, per la precisione all’Ospedale militare che aveva sede nella Caserma Gherzi.

 

40. Tutti i numeri del campanile del sesino

Lo disegnò Benedetto Alfieri, venne costruito tra il 1753 e il 1786, 33 anni dopo l’apertura del cantiere e 19 dopo la morte del progettista. I vecchi lo chiamavano torre del sesino, perché, andando a rilento i lavori per mancanza di fondi, i novaresi si imposero volontariamente la tassa di un sesino, come sovrapprezzo per ogni chilogrammo di carne di manzo venduta in città.


41. La vecchia chiesa dell’Ospedale Maggiore

Il primo ospedale di Novara sorse a sant’Agabio, allora un sobborgo della città, attorno alla prima metà del secolo XI, ed era dedicato a san Michele arcangelo… una misteriosa linea immaginaria unisce sette monasteri, a lui dedicati, dall’Irlanda fino a Israele… ora la vecchia chiesa è purtroppo ridotta ad un magazzino…

 

42. Quella chiesa ortodossa in centro città

Chi entra nella chiesa del Carmine, sita nell’omonima piazza in centro città, si troverà di fronte ad una sorpresa: l’interno è stato trasformato in una chiesa ortodossa, con tanto di iconostasi decorata da icone.

 

43. Quelle misteriose R sparse in città

Durante l'ultimo conflitto mondiale Novara era considerata un possibile obiettivo militare. Anche Novara dovette adeguarsi al regio decreto legge del 24 settembre 1936, che imponeva l’obbligo di apprestare un rifugio antiaereo in ciascun fabbricato…

 

44. L’altro Santo, Agabio

Sant’Agabio è stato il secondo vescovo di Novara, nominato direttamente dal suo predecessore, Gaudenzio. Nel capitolo la sua storia, quella della sua chiesa e del Quartiere di Novara che ha il suo nome.

 

45. Fantasmi in Canonica

Due sono i fatti di… cronaca nera commessi in Canonica nella Novara di un tempo che fu, ed entrambi talmente cruenti da segnare la fantasia dei novaresi, che per molti anni credettero di vedere i fantasmi delle vittime vagare tra gli archi del chiostro.

 

46. Una cantina da mille e una notte

Decine di migliaia di bottiglie di vino provenienti dall’Italia e dall’estero erano l’attrattiva della Cantina Porazzi, un’enoteca unica nel suo genere che fu visitata, dal 1880 al 1908, da migliaia di turisti, tra i quali molte personalità dell’epoca.

 

47. La confraternita dei condannati a morte

In pieno centro storico c’è una chiesetta dedicata a S. Giovanni Battista, più nota come chiesa di S. Giovanni Decollato, sede di una Confraternita che aveva il privilegio di assistenza e di sepoltura dei condannati a morte, oltre a quello di salvare un condannato all’anno.

 

48. La travagliata storia di come il Teatro Coccia ritornò alla città

Era il 1994 quando venne emanato il decreto legislativo che disciplinava la normativa della sicurezza sui luoghi di lavoro: ecco quindi la necessità di restaurare molti edifici, tra cui i teatri. A Novara però, c’era anche un altro problema da risolvere; per scoprirlo, facciamo un passo indietro…

 

49. La cappella della Buona Morte

Il 29 aprile 1612 Carlo Bascapè fondava a Novara la Confraternita della Buona Morte, e già nel 1620 in San Gaudenzio troviamo una grandiosa cappella a lei dedicata, che risponde in pieno ai dettami della Controriforma.

 

50. Pesci d’aprile

E infine, per sorridere un po’, guardiamo le immagini di un’improbabile alluvione e di una proposta che risolverebbe per sempre l’annoso dibattito su piazza Martiri aperta o chiusa al traffico…